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Problematica Affrontata

L’industria moderna conduce operazioni rischiose, la cui valutazione, a causa dei vari contesti produttivi, è sempre complessa. La gestione non corretta di questa complessità da parte del preposto è la fonte di molti incidenti (anche rilevanti) che mettono a repentaglio l’incolumità delle persone, dei beni e dell’ambiente. Il Rapporto Ambientale – VAS (Valutazione Strategica Ambientale) della Regione Siciliana nel quadro del POR FESR Sicilia 2007-2013 rileva che il “rischio antropogenico”, il rischio per l’ambiente e la popolazione connesso allo svolgimento di attività industriali, rimane fonte di preoccupazione per il legislatore. L’Annuario Regionale dei Dati Ambientali 2008 dell’ARPA conferma tale preoccupazione per la Regione Siciliana che, dotata di 80 stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR), registra ben 14 incidenti rilevanti nel 2008, di cui 8 soltanto nella Provincia di Siracusa. Tale provincia ed in particolare la popolazione residente nell’area industriale Priolo-Melilli-Augusta è, in Sicilia, quella più esposta ad inquinanti industriali e presenta eccessi statisticamente significativi di malformazioni congenite (MC), di ipospadie e di anomalie dell’apparato digerente.

Negli ultimi anni il legislatore per rendere più sicure le operazioni in ambito industriale e circoscrivere il rischio antropogenico, ha emanato una serie di normative molto restrittive. Per l’industria in generale, la normativa di riferimento principale è il testo unico sulla sicurezza del 2008 (D.Lgs n° 81 del 9 Aprile 2008). Per quanto riguarda gli stabilimenti RIR vale la normativa dettata del decreto legislativo del 17 agosto 1999 n. 334 , aggiornato il 25 Novembre 2005 dal Decreto Legislativo n° 238 in Attuazione della direttiva 2003/105/CE, che modifica la direttiva 96/82/CE. Per alcuni distretti, come ad esempio il Polo Petrolchimico di Priolo, si è giunti alla stesura di un apposito Accordo di Programma (dicembre 2005).

In linea con i recenti orientamenti regionali, nazionali, comunitari e internazionali in materia, alcuni stabilimenti in Sicilia hanno cominciato a ricorrere a Sistemi di Gestione Ambientale (SGA), quali l’ISO 14001 e l’EMAS (Eco-Management and Audit Scheme), per ridurre le pressioni delle operazioni industriali sull’ambiente. Questi strumenti, però, pur garantendo un maggior controllo delle fasi produttive, il miglioramento delle prestazioni ambientali e dell’immagine dell’azienda all’esterno, rimangono spesso dei “costi ambientali” aggiuntivi per le imprese e non permettono alle stesse di beneficiare di vantaggi produttivi e/o competitivi diretti.

In tal scenario, il progetto Risk Management – RM 102 si pone l’ambizioso scopo, dal contenuto altamente innovativo, di assistere le aziende (soprattutto della Sicilia Orientale) con processi lavorativi pericolosi (RIR e non) nella fase di programmazione, di gestione dei lavori, di generazione dei rifiuti e di valutazione dei rischi, anche da interferenza, sia in caso di lavori cosiddetti da “cantieri mobili” che da lavori di manutenzione ordinaria, al fine di migliorarne non soltanto le prestazioni ambientali, ma anche la produttività e l’efficienza interna.

Per soddisfare i bisogni produttivi e di sicurezza delle aziende che ospitano processi lavorativi pericolosi, Risk Management RM 102 propone soluzioni di natura tecno-informatica e prende dunque come riferimento ilsettore ICT che, come indicato nella Strategia Regionale per l’Innovazione (SRI) 2007-2013 della Regione Siciliana, rappresenta il dominio scientifico-tecnologico più pervasivo in termini di impatto sul sistema economico e la vita degli individui, volto a realizzare “repentini incrementi di produttività e di competitività attraverso la reingegnerizzazione dei processi e il controllo della catena del valore”.

Più in particolare, il progetto Risk Management, partendo da un attento studio delle attività industriali legate alla manutenzione e alla gestione degli impianti di produzione, intende informatizzare l’analisi della valutazione dei rischi e soprattutto delle “operazioni” industriali in modo da spostare la conoscenza delle metodologie e delle procedure di sicurezza da applicare dalle persone, che possiedono una “Conoscenza Tacita”, al sistema computerizzato, che al contrario possiede e genera una “Conoscenza Esplicita”, quindi condivisa e facilmente fruibile e certificabile. Il progetto “Risk Management” è, quindi, a tutti gli effetti un progetto di ricerca, sviluppo ed innovazione volto a generare un “Tool” di “Knowledge Management”, a vantaggio della sicurezza e della produttività aziendale. In tal senso, le applicazioni informatiche che saranno elaborate permetteranno di ridurre l’errore umano e lasceranno al preposto e all’esecutore tempo per organizzare più efficacemente ed efficientemente il proprio lavoro.

Coerentemente con gli orientamenti del SRI ed in particolare dell’area ICT, Risk Management integra funzionalmente il mondo della ricerca con il sistema produttivo siciliano per promuovere il trasferimento tecnologico a favore dell’innovazione, della sicurezza e della competitività regionale.

Problematica AffrontataObiettivi Tecnologici del ProgettoObiettivi StrategiciPiano di LavoroSAL – Stato Avanzamento LavoriDocumento Pericoli Finali La ricerca industriale ed il rischio antropogenico nella provincia di Siracusa